Mondiali 2026, disastro Argentina: i numeri shock del vuoto offensivo nella finale contro la Spagna
L'Argentina fa registrare record negativi storici nella finale dei Mondiali 2026: zero tiri nei primi 103 minuti e una manovra offensiva inesistente.

Lionel Messi (ShutterStock)
La finale dei Mondiali 2026 persa contro la Spagna ha messo a nudo un'inaspettata e clamorosa apathia offensiva da parte dell'Argentina. I dati statistici emersi dal match di New Jersey delineano un quadro a dir poco disastroso per la manovra dell'Albiceleste: la squadra ha concluso i 103 minuti complessivi dei tempi regolamentari senza effettuare nemmeno un tiro verso la porta avversaria. Si tratta di un record negativo assoluto per una finale della Coppa del Mondo e per l'intera edizione del 2026, con un valore di Expected Goals inevitabilmente fermo a zero. Per ritrovare un dato così sterile nella storia del torneo bisogna risalire ai match del Costa Rica contro il Brasile nel 1990 e contro la Spagna nel 2022. Il primo e unico squillo è arrivato soltanto al minuto 117 dei tempi supplementari con una conclusione di Lionel Messi, in una gara conclusa dagli argentini con appena due tiri totali.
Il tabellino della frustrazione: dai passaggi a vuoto ai cartellini rossi
L'assoluta incapacità dell'Argentina di costruire gioco è fotografata da un altro dato emblematico: il calciatore che ha effettuato più passaggi verso l'ultimo terzo di campo avversario è stato il portiere Dibu Martínez (14 tentativi), il quale è risultato anche lo specialista con più palloni toccati (69) in tutta la squadra. La combinazione di passaggi più frequente è stata quella tra lo stesso estremo difensore e Lisandro Martínez (11 passaggi), nonostante il centrale sia uscito per infortunio prima dell'intervallo. La precisione nei passaggi nella metà campo avversaria è stata impietosa: appena il 63,8% per i sudamericani contro l'85,8% registrato delle furie rosse. Anche Lionel Messi, dopo i nove dribbling record messi a segno in semifinale, è stato completamente disinnescato dalla retroguardia spagnola. La frustrazione dei ragazzi di Scaloni è infine sfociata nel nervosismo, portando all'espulsione di Enzo Fernández e di Leandro Paredes, quest'ultimo cacciato dopo il fischio finale a seguito di una rissa.