La scorta della Norvegia batte il delivery del Senegal: ai Mondiali 2026 è sfida anche in cucina

La sfida della seconda giornata del gruppo I non mette a confronto soltanto due nazionali, ma anche due approcci opposti alla gestione dell’alimentazione

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Al MetLife Stadium di New York è tutto pronto per la sfida tra Norvegia e Senegal, valida per la seconda giornata del gruppo I dei Mondiali 2026. In palio ci sono punti pesanti per il cammino verso la qualificazione, con gli scandinavi che puntano ad avvicinarsi agli ottavi e gli africani chiamati a restare in corsa. Ma il confronto tra le due selezioni va oltre il rettangolo di gioco e coinvolge anche un aspetto fondamentale della preparazione: la cucina.

La Norvegia e la pianificazione nel dettaglio

La nazionale norvegese ha curato nei minimi dettagli la propria permanenza negli Stati Uniti, compresa l’alimentazione. Nel ritiro di Greensboro, in North Carolina, la delegazione scandinava si è presentata con circa una tonnellata di alimenti al seguito: oltre 300 chili di prodotti ittici, 116 chili di formaggio e ben 6.000 arance. Un’organizzazione meticolosa, affidata all’esperienza di Aron Espeland, lo chef che da 35 anni si occupa dei pasti della Norvegia, studiando una dieta calibrata in ogni particolare.

Il Senegal e il ricorso al delivery

Situazione opposta per il Senegal, che nelle prime settimane del Mondiale ha dovuto fare i conti con problemi legati alla qualità del cibo disponibile nel ritiro in New Jersey. I giocatori, insoddisfatti dei pasti forniti, si sono così affidati per circa quindici giorni ai servizi di consegna a domicilio. Una soluzione temporanea che ha spinto la federazione senegalese a intervenire, facendo arrivare direttamente da Dakar uno chef di fiducia che inizialmente non faceva parte dello staff al seguito di Sadio Mané e compagni. Una scelta che ha riportato serenità a tavola e consentito alla squadra di concentrarsi esclusivamente sugli impegni sul campo.