Mondiali 2026, "Annullate anche questo": il Belgio irride Trump dopo il 4-1 agli USA

Tensione stellare ai Mondiali 2026: il Belgio travolge gli USA per 4-1, sfotte Donald Trump con la sua iconica danza e vendica la controversa grazia a Balogun.

Immagine notizia

Donald Trump, presidente Usa (ShutterStock)

Le polemiche extra-campo si sono trasformate nel carburante perfetto per la corsa dei Diavoli Rossi. Il centrocampista belga Nicolas Raskin e il capitano Youri Tielemans non hanno nascosto che la decisione della FIFA di annullare la squalifica dell'attaccante statunitense Folarin Balogun, a seguito dell'intervento diretto del Presidente Donald Trump su Gianni Infantino, ha generato una fortissima "sensazione di ingiustizia" all'interno dello spogliatoio. "Sono successe tante cose fuori dal campo negli ultimi due giorni", ha ammesso Raskin. Tielemans ha confermato l'atmosfera infuocata tra i compagni: "Ci siamo detti che dovevamo dare una risposta sul terreno di gioco, e questo è esattamente ciò che abbiamo fatto". Un sentimento condiviso anche da istituzioni internazionali come l'UEFA e dal CT inglese Thomas Tuchel, che ha parlato di un "pericoloso precedente" per la regolarità dei Mondiali.

La danza in campo e la frecciatina social a Trump

Dopo aver dominato la gara di Seattle e travolto gli Stati Uniti co-ospitanti con un netto 4-1, la vendetta sportiva del Belgio si è trasformata in un'aperta presa in giro politica. Subito dopo la quarta rete firmata in pieno recupero, diversi calciatori belgi si sono lasciati andare a un'esultanza inconfondibile, imitando sul prato verde la celebre "Trump dance" – il balletto con oscillazione dei fianchi e movimento delle braccia reso famoso dal presidente americano durante la sua campagna elettorale del 2024. A rincarare la dose ci ha pensato l'account Instagram ufficiale della Federcalcio belga, che ha pubblicato una foto di Romelu Lukaku con la mano all'orecchio accompagnata da una didascalia provocatoria: "Annullate anche questo" ("Overturn this"), un chiaro riferimento alla squalifica revocata.

Il fair play di Garcia e le tensioni con l'Iran

Nonostante il clima incandescente, il commissario tecnico del Belgio, Rudi Garcia, ha mantenuto un profilo signorile, rivelando che lo stesso Balogun si è avvicinato a lui a fine partita per un chiarimento. "È venuto a parlarmi al fischio finale e l'ho apprezzato molto", ha dichiarato Garcia. "Gli ho detto chiaramente che non è colpa sua e che non ha alcuna responsabilità per quello che è successo. La mia squadra è stata matura, ci siamo concentrati solo sul nostro piano di gioco". Alla festa per l'eliminazione degli USA si è aggiunto anche l'Iran, che ha pubblicato sul proprio sito web uno screenshot per confrontare il proprio pareggio contro il Belgio con il crollo degli americani, accompagnato dal messaggio: "Tutto il mondo sta ballando per l'umiliante sconfitta della politica contro il calcio", sdegnato per le precedenti provocazioni della Casa Bianca.

I tentativi di Trump e il verdetto della storia

Dall'altra parte, Donald Trump ha continuato a difendere il suo intervento presso la FIFA, dichiarando dalla Casa Bianca di non aver "imposto nulla", ma di aver semplicemente chiesto una revisione perché a suo dire il fallo non meritava il rosso: "La squalifica avrebbe lasciato una grande macchia sul torneo, è stata fatta la cosa giusta". La Federcalcio belga (RBFA) aveva presentato un ricorso formale, respinto dalla FIFA poiché il Belgio "non era parte in causa diretta" dell'episodio. La storia, tuttavia, ha emesso la sua sentenza sul campo: negli ultimi 189 cartellini rossi mostrati nella storia dei Mondiali, l'unico altro precedente di un giocatore che l'ha scampata risaliva addirittura al brasiliano Garrincha nel 1962, epoca in cui le squalifiche automatiche non erano ancora in vigore. Questa volta, però, neanche l'aiuto diplomatico è bastato agli Stati Uniti per evitare l'eliminazione.