Mondiali 2026, caso armadietti neri: la FIFA dice sì all'Argentina ma fu bufera per il "no" alla Francia

Polemiche ai Mondiali 2026: la FIFA concede il lutto al braccio all'Argentina dopo averlo negato alla Francia per la scomparsa della madre di Deschamps.

Immagine notizia

Lionel Messi (ShutterStock)

Il cammino verso le semifinali dei Mondiali 2026 si tinge di polemiche regolamentari e costringe la FIFA a finire sotto la lente d'ingrandimento per presunti favoritismi. L'Argentina ha infatti ricevuto l'autorizzazione ufficiale da parte del massimo organismo del calcio mondiale per scendere in campo con il lutto al braccio durante il quarto di finale contro la Svizzera. La richiesta della Federazione argentina era legata alla scomparsa, a 89 anni, di Antonio Ubaldo Rattin, leggendario capitano della nazionale nelle edizioni dei Mondiali del 1962 e 1966. Un tributo doveroso a un'icona del calcio sudamericano, che però ha riaperto una ferita recente e dolorosa legata a un clamoroso rifiuto subito dalla Francia nelle prime fasi del torneo.

Il discusso divieto imposto ai Bleus per la madre di Deschamps

Durante la fase a gironi, la Federcalcio francese aveva inoltrato una richiesta identica in seguito al grave lutto che aveva colpito il commissario tecnico Didier Deschamps, la cui madre era deceduta a torneo in corso. L'allenatore aveva persino lasciato momentaneamente gli Stati Uniti, saltando la vittoria contro la Norvegia. Nonostante la gravità della situazione personale, la FIFA aveva negato ai Bleus la possibilità di indossare la fascia nera al braccio e di osservare un minuto di silenzio, poiché lo spazio per le commemorazioni era già stato istituzionalmente riservato alle vittime del tragico terremoto in Venezuela. In quell'occasione, il vice-allenatore Guy Stéphan aveva potuto soltanto depositare un mazzo di fiori prima del match, mentre Deschamps aveva commentato ai media transalpini: "Sono stati giorni complicati in cui ero devastato, ma per il bene della squadra ho dovuto allontanarmi. Poi i ragazzi hanno fatto ciò che era necessario".

Maglia scura e cabala: l'Argentina ritrova i fantasmi del 1986

Oltre al via libera per il lutto al braccio, l'Argentina ha ottenuto un'altra importante concessione burocratica in vista della attesissima semifinale contro l'Inghilterra. La squadra di Lionel Scaloni scenderà infatti in campo indossando la maglia da trasferta blu scuro anziché la classica divisa a righe bianche e celesti. Si tratta di una scelta dal forte impatto scaramantico e storico: l'Argentina indossava la casacca blu scuro sia nel 1986, quando Diego Maradona stese gli inglesi con la celebre "Mano de Dios", sia nel 1998, in occasione del successo ai calci di rigore sempre contro i Tre Leoni. Di conseguenza, l'Inghilterra giocherà con la tradizionale maglia bianca nella sfida che mette in palio un posto per la finalissima domenicale.

La prima volta di Messi contro l'Inghilterra

La semifinale di mercoledì sarà un evento storico anche per il capitano Lionel Messi che, incredibilmente, nella sua lunghissima e gloriosa carriera non ha mai affrontato la nazionale inglese in un match ufficiale. Il fuoriclasse di Rosario ha ammesso che i ricordi delle sfide passate, in particolare quella del 1986, appartengono alla cultura collettiva del suo Paese: "Tutto ciò che conosco e ricordo è legato ai video e alle immagini che noi argentini guardiamo e riviviamo costantemente". Il numero 10 ha poi aggiunto: "Giocare contro l'Inghilterra è speciale perché si tratta di una superpotenza del calcio mondiale. Per me sarà la prima volta in assoluto e la vivremo per quello che è: una semifinale mondiale in cui cercheremo di arrivare nella forma migliore per competere al massimo".