Mondiali 2026, dramma Senegal: allenatore senza contratto e squadra in rivolta per il cibo
Il Senegal sta vivendo una situazione drammatica in questo inizio di Mondiale, le ultime notizie emerse dai media locali hanno portato la Nazionale nella bufera
.jpg&w=1280&q=75)
Kalidou Koulibaly, Senegal (Shutterstock)
A pochi giorni dal ritorno in campo contro la Norvegia, fissato il per il 23 giugno alle ore 2.00 italiane, il clima che si respira nel ritiro del Senegal è drammatico. E il motivo non è la sconfitta contro la Francia nella prima giornata della fase a gironi. Secondo quanto riportato da alcuni media africani e ripreso in Europa, all'interno della Federcalcio senegalese si starebbe vivendo una crisi economica che ha causato gravi conseguenza anche sulla squadra. Giocatori e allenatori in attesa di pagamenti, condizioni di vita che, come scritto di seguito, non son degne di una rosa partita alla volta di un Mondiale di calcio.
Il commissario tecnico senza stipendio
Partiamo dai problemi relativi la panchina, quindi dal commissario tecnico Pape Thiaw. Il c.t. si è presentato al Mondiale senza che gli sia stato sottoposto un nuovo contratto rispetto a quello scaduto negli scorsi mesi. Questo lo ha costretto a lavorare gratis, senza percepire uno stipendio da mesi. Per il momento da Thiaw non sono arrivate ancora parole fuori posto o conferme della situazione. Il commissario tecnico del Senegal è in attesa che la situazione migliori, mentre per lealtà e senso di appartenenza cerca di ottenere il massimo dalla sua squadra in questo torneo.
Condizioni di vita difficili per i calciatori
Le sensazioni che arrivano anche dall'interno della rosa, però, sono drammatiche. L'altro problema emerso, infatti, riguarda invece le condizioni di vita dei calciatori in ritiro. Koulibaly e compagni, infatti, sarebbero furiosi per gli alloggi che gli sono stati riservati e per le condizioni in cui sono costretti convivere tra una partita e l'altra. Tra le maggiori insidie ci sarebbe la cucina. Alcune indiscrezioni, infatti, fanno sapere che i giocatori sarebbero sarebbero costretti a ordinarsi i pasti attraverso le app online, perché la qualità del cibo dell'hotel sembrerebbero essere bassissime. Questo anche perché capo cuoco che segue solitamente la Nazionale in ogni trasferta, infatti, non è stato incluso nella delegazione partita alla volta degli Stati Uniti.
Il terzo problema è economico
Il terzo problema è sempre di natura economica e riguarda sempre i calciatori, ai quali non sarebbero riconosciuti i bonus legati alla vittoria della Coppa d'Africa (poi consegnata 3-0 a tavolino al Marocco) e per la qualificazione ai Mondiali del 2026. Soldi che per il momento temono di non vedere mai.