Mondiali 2026, Infantino a ritmi folli: rischio sostenibilità e costi altissimi
Come già accaduto in Qatar, il presidente della FIFA sta attraversando il Nord America senza sosta per assistere al maggior numero possibile di partite

Una Coppa del Mondo dalle dimensioni senza precedenti. Anche Gianni Infantino sta toccando con mano le complessità logistiche dei Mondiali2026, distribuiti tra tre Paesi e un territorio vasto quasi quanto un intero continente. Il presidente della FIFA è impegnato in una vera e propria maratona di spostamenti per seguire da vicino il maggior numero di incontri possibile. Secondo una ricostruzione pubblicata dal The Guardian, il numero uno del calcio mondiale sta affrontando un calendario di viaggi particolarmente intenso, nel tentativo di essere presente in più sedi durante il torneo.
La strategia già vista in Qatar
L’obiettivo non è nuovo. Già durante Qatar 2022, il presidente FIFA aveva cercato di assistere a quante più partite possibile, sfruttando le ridotte distanze tra gli stadi. Nei Mondiali 2026, però, lo scenario è completamente diverso. Oltre alle enormi distanze da percorrere, ci sono quattro fusi orari differenti da gestire. Nonostante questo, Infantino continua a mantenere un’agenda serrata, con spostamenti continui e la presenza in più gare nell’arco della stessa giornata.
Un tour attraverso il Nord America
Il percorso seguito finora da Infantino ai Mondiali 2026 è significativo. Dopo aver presenziato alla partita inaugurale a Città del Messico, Infantino si è spostato a Guadalajara per assistere alla sfida tra Corea del Sud e Repubblica Ceca. Il giorno successivo era già a Los Angeles, prima di proseguire verso altre città ospitanti come San Francisco, Vancouver, Miami e Seattle. Un itinerario che farebbe gola a qualsiasi appassionato di calcio e che viene reso possibile anche grazie all’utilizzo di un jet privato messo a disposizione della FIFA nell’ambito della partnership con Qatar Airways.
Il nodo dell’impatto ambientale
Proprio questi continui trasferimenti, tuttavia, riaccendono il dibattito sulla sostenibilità della manifestazione. Secondo una stima del New Weather Institute, i Mondiali 2026 potrebbero produrre circa 9 milioni di tonnellate di CO₂, una cifra che rappresenterebbe un record negativo nella storia della competizione. Tra i fattori che contribuiscono maggiormente a questo impatto figurano proprio gli spostamenti aerei necessari per collegare le numerose città coinvolte.
Sicurezza e costi sempre più elevati
Alle questioni ambientali si aggiunge poi il tema dei costi. Ogni spostamento del presidente FIFAcomporta infatti un imponente apparato di sicurezza: convogli della polizia in motocicletta, sirene, lampeggianti e un SUV con vetri oscurati accompagnano regolarmente i suoi trasferimenti. Secondo le stime, l’intero dispositivo potrebbe comportare una spesa compresa tra 400mila e 800mila euro nel corso dei Mondiali 2026. Numeri che alimentano le critiche verso un calcio percepito da molti come sempre più distante dalla dimensione popolare che ne ha decretato il successo, tra costi crescenti, esigenze di immagine e un’impronta ambientale sempre più difficile da ignorare.