Mondiali 2026, la Fifa grazia Balogun dopo la telefonata di Trump. Belgio su tutte le furie

Intervento della Casa Bianca ai Mondiali 2026: Donald Trump chiama Infantino e la FIFA sospende la squalifica del bomber USA Balogun. Protesta il Belgio.

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Trump con Infantino (ShutterStock)

Il Mondiale 2026 viene scosso da un clamoroso caso diplomatico e sportivo a poche ore dagli ottavi di finale. Folarin Balogun, l'attaccante stella e capocannoniere degli Stati Uniti co-ospitanti del torneo, sarà regolarmente a disposizione del CT Mauricio Pochettino per la delicatissima sfida contro il Belgio. La FIFA ha infatti preso la straordinaria decisione di sospendere la giornata di squalifica automatica che era scattata dopo l'espulsione diretta rimediata dal giocatore nel match dei sedicesimi contro la Bosnia-Erzegovina. Un colpo di scena senza precedenti arrivato a seguito di un intervento diretto nientemeno che del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

La diplomazia della Casa Bianca: il blitz di Trump

Dietro la decisione dell'organo di governo del calcio mondiale c'è un fitto asse diplomatico mosso direttamente da Washington. Fonti dell'emittente statunitense CBS News hanno confermato che giovedì il Presidente Trump ha telefonato personalmente al numero uno della FIFA, Gianni Infantino, chiedendo di rivedere il caso e definendo il cartellino rosso "una grande ingiustizia". Non è tutto: anche Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force presidenziale per i Mondiali, e il Segretario al Commercio Howard Lutnick si sono mossi parallelamente contattando i vertici di Zurigo. Poco dopo, Trump ha celebrato il successo su Truth Social: "Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta e aver riparato a una grande ingiustizia!".

Il Belgio insorge: "Fatto gravissimo e contraddittorio"

Se nel pullman della nazionale statunitense è scoppiata la gioia – con il capitano Christian Pulisic che ha descritto l'incredibile felicità di Balogun e dei compagni per quella che ritenevano un'espulsione troppo severa – dall'altra parte la reazione è stata di totale indignazione. La Federcalcio belga (RBFA) si è detta "allibita" dal verdetto e ha annunciato di voler esplorare qualsiasi via legale per tutelare i propri diritti e il principio del fair play. I belgi sottolineano come questa decisione sia in "aperta contraddizione" con i regolamenti della competizione distribuiti a maggio, ricordando che i precedenti 11 cartellini rossi comminati durante questo Mondiale hanno sempre e regolarmente comportato l'automatica squalifica per il turno successivo.

Il cavillo del codice disciplinare e il precedente Ronaldo

Per giustificare la decisione, la FIFA si è trincerata dietro una nota ufficiale che cita l'articolo 27 del proprio codice disciplinare: "L'esecuzione della squalifica è sospesa per un periodo di prova di un anno. Se Balogun commetterà un'infrazione simile, la sospensione verrà revocata e la sanzione applicata". Un congelamento della pena che di fatto cancella l'effetto del rosso sul torneo in corso. Esistono rari precedenti di clemenza, come quello che ha permesso a Cristiano Ronaldo (allora 41enne) di giocare la gara inaugurale di questo Mondiale nonostante un rosso rimediato nelle qualificazioni, ma non era mai successo che una squalifica venisse abbuonata durante la fase finale dello stesso torneo.

Ombre sulla regolarità del torneo

L'intera vicenda lascia inevitabilmente un'ombra pesante sulla trasparenza della competizione. Balogun era stato espulso al 64° dal direttore di gara brasiliano Raphael Claus, richiamato al monitor dal VAR per un brutto pestone sulla caviglia del difensore bosniaco Muharemovic. La totale assenza di spiegazioni dettagliate da parte della FIFA, se non il riferimento a una scappatoia burocratica, rischia di creare un pericoloso precedente di disparità di trattamento. Basti pensare al centrocampista del Qatar, Assim Madibo, la cui squalifica in questo stesso Mondiale è stata addirittura aumentata a cinque giornate per un fallo di gioco. Il sospetto che il peso politico della nazione ospitante abbia piegato i regolamenti sportivi è ormai più di una semplice suggestione.