Mondiali 2026, la mossa della FIFA che protegge le grandi e blinda le semifinali da sogno
Bufera sulla FIFA ai Mondiali 2026: un cambio di regolamento approvato mesi fa ha garantito un cammino più agevole alle quattro superpotenze del torneo.

Kylian Mbappé, capitano della Francia (ShutterStock)
Mentre i Mondiali 2026 entrano nella loro fase caldissima, una scia di polemiche viaggia parallelamente alle sfide sul campo. Al centro dei sospetti c'è una modifica al regolamento introdotta dalla FIFA a novembre dello scorso anno, concepita per garantire che le nazionali con il ranking più alto rimanessero in gioco il più a lungo possibile. La norma ha stabilito che le prime quattro teste di serie del tabellone non potessero in alcun modo incrociarsi prima delle semifinali. Una mossa strategica che, complici i verdetti della fase a gironi, ha dato esattamente i frutti sperati dal massimo organismo del calcio mondiale: Spagna, Argentina, Francia e Inghilterra hanno vinto i rispettivi raggruppamenti e si trovano ora tutte ai quarti di finale, distribuite simmetricamente nei due lati del tabellone.
Un tabellone in stile Wimbledon e Champions League
Il meccanismo utilizzato ricalca fedelmente la struttura del torneo di tennis di Wimbledon o il nuovo formato della Champions League, un sistema di "accoppiamenti" già testato anche nell'ultimo Mondiale per Club. Al momento del sorteggio, la Spagna (testa di serie numero uno) e l'Argentina (numero due) sono state collocate ai lati opposti del tabellone, destinate a incontrarsi solo in un'eventuale finale. Lo stesso principio è stato applicato a Francia e Inghilterra. Questo significa che i Tre Leoni non incroceranno gli spagnoli o l'Albiceleste prima della semifinale, mentre la Francia rimarrà lontana dai britannici fino all'atto conclusivo. Il piano della FIFA ha funzionato alla perfezione, spianando la strada a due potenziali semifinali da ascolti record: Spagna-Francia e Argentina-Inghilterra.
Interessi commerciali e ombre sul torneo: il caso Egitto
Il fatto che le quattro superpotenze affrontino i quarti di finale da indiscusse favorite non ha fatto altro che alimentare i dubbi di chi vede in questa formula una tutela eccessiva dei giganti del calcio a scapito della meritocrazia. Le accuse di favoritismo hanno trovato un palcoscenico infuocato dopo l'ottavo di finale tra Argentina ed Egitto. I nordafricani, eliminati dopo una clamorosa rimonta di Messi e compagni, hanno presentato un esposto formale contro l'arbitro François Letexier. Il CT dell'Egitto, Hossam Hassan, ha lanciato pesanti ombre sulla trasparenza del torneo: "Forse è una questione di marketing, volevano a tutti i costi una fase finale con i campioni in carica, volevano che Messi rimanesse dentro il torneo. Nello sport deve esserci giustizia, ma oggi abbiamo subito un'enorme ingiustizia".
Il verdetto del campo: le outsider sono pronte a rovinare i piani
Se da un lato la politica e i regolamenti sembrano aver apparecchiato la tavola per le grandi d'Europa e del Sudamerica, dall'altro il rettangolo verde conserva sempre la sua buona dose di imprevedibilità. I quarti di finale offriranno sfide tutt'altro che scontate: la Spagna dovrà vedersela con il prolifico attacco del Belgio, l'Argentina affronterà la solidità della Svizzera, la Francia sfiderà la spavalderia del Marocco e l'Inghilterra dovrà arginare lo spauracchio Erling Haaland con la sua Norvegia. La FIFA ha ottenuto il tabellone che sognava per ragioni televisive e commerciali, ma le cosiddette "outsider" hanno già dimostrato di avere le armi affilate per far saltare il banco.