Mondiali 2026, "Povera Inghilterra": i media norvegesi lanciano la sfida a Tuchel prima dei quarti

Clima infuocato ai Mondiali 2026: la stampa norvegese attacca l'Inghilterra in vista dei quarti di finale. "Possiamo battere chiunque, la loro difesa trema".

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Erling Haaland, stella della Norvegia (ShutterStock)

L'atmosfera attorno alla nazionale della Norvegia è alle stelle. Dopo aver firmato una delle più grandi imprese dei Mondiali 2026, eliminando agli ottavi di finale i cinque volte campioni del Brasile grazie a una doppietta da urlo di Erling Haaland (ora capocannoniere del torneo a quota 7 gol), la stampa scandinava ha deciso di non nascondersi più. In vista dello storico quarto di finale di sabato prossimo al Miami Stadium contro l'Inghilterra, i media di Oslo hanno compattato le fila lanciando pesantissimi avvertimenti ai rivali storici. Nonostante i britannici partano sulla carta come favoriti, l'entusiasmo norvegese ha spazzato via qualsiasi timore reverenziale.

Il guanto di sfida: "Povera Inghilterra"

Il celebre quotidiano Dagbladet ha aperto la marcia d'avvicinamento alla partita con un titolo eloquente che ha subito fatto il giro del web: "Povera Inghilterra". All'interno dell'articolo, la testata ha rincarato la dose mandando un messaggio diretto al commissario tecnico dei Tre Leoni: "Thomas Tuchel starà già tremando all'idea di affrontare l'esame alla scuola di management di Ståle Solbakken". Anche l'emittente pubblica NRK ha cavalcato l'onda dell'ottimismo con un perentorio: "Adesso ci aspetta l'Inghilterra. Possiamo battere chiunque". I media hanno persino rispolverato i precedenti storici favorevoli, ricordando la leggendaria vittoria norvegese per 2-1 contro gli inglesi datata 1981.

Difesa fragile e sogni di gloria mondiale

I commentatori locali non si pongono più limiti, al punto che l'ex calciatore Carl-Erik Torp, intervistato da VG (Verdens Gang), ha dichiarato apertamente che questa Norvegia ha le carte in regola per vincere la Coppa del Mondo. Analizzando i potenziali avversari sul cammino verso la finale, Torp si è mostrato tutt'altro che impressionato: "Ho visto l'Inghilterra contro il Congo ad Atlanta e la loro difesa mi è sembrata decisamente traballante. Non temo nessuno di loro. Ricordiamoci che anche queste grandi nazionali avranno una paura matta di dover affrontare la Norvegia. Siamo una squadra incredibilmente forte".

Il fattore stanchezza: l'Inghilterra arriva logorata

Oltre alle critiche sul piano tattico e difensivo, un altro elemento sta alimentando la fiducia degli scandinavi: lo stato di forma fisico degli uomini di Tuchel. L'Inghilterra è reduce da una vera e propria battaglia sportiva all'Azteca contro il Messico, vinta per 3-2. Un match durissimo, giocato in condizioni di altitudine estrema e in inferiorità numerica per oltre 100 minuti complessivi. L'opinionista di TV 2 Yaw Amankwah ha evidenziato questo possibile vantaggio strategico: "Sono davvero felice che abbiano dovuto correre per più di cento minuti nell'aria rarefatta del Messico. Spero vivamente che arrivino a Miami stanchi e doloranti".

Il cammino delle due nazionali a confronto

Le due squadre arrivano a questa sfida dopo percorsi molto diversi. L'Inghilterra ha chiuso il girone al primo posto (vittorie con Croazia e Panama, pareggio con il Ghana) prima di superare la Repubblica Democratica del Congo e i padroni di casa del Messico, portando però con sé parecchi dubbi legati alla solidità del reparto arretrato. La Norvegia, invece, dopo aver superato Iraq e Senegal nella prima fase, ha saggiamente fatto riposare i titolari nella sconfitta indolore con la Francia, prima di eliminare in sequenza la Costa d'Avorio e i giganti del Brasile. Sabato a Miami il verdetto definitivo: se per l'Inghilterra di Kane e Bellingham si tratta dell'ennesima prova del nove, per la Norvegia è l'appuntamento con la storia.