Mondiali 2026, Pulisic e il "mistero" rossonero: la stampa USA boccia "Capitan America"
Christian Pulisic finisce nel mirino dei media statunitensi dopo il Mondiale. Critiche sulla costanza, l'atteggiamento in campo e il confronto impietoso con le leggende del passato.

Christian Pulisic (Shutterstock)
Il Mondiale di Christian Pulisic si è chiuso esattamente come il suo rapporto con la continuità fisica: in modo frammentario. Un inizio promettente, caratterizzato da un assist che aveva illuso i tifosi, seguito rapidamente dal buio degli infortuni e dall'eliminazione prematura. Un percorso che rispecchia, in miniatura, quanto visto nell'ultima stagione con la maglia del Milan: un girone d'andata folgorante da otto gol, naufragato poi in un ritorno avaro di soddisfazioni, con sole due reti all'attivo. Per il talento classe 1998, quella che doveva essere la consacrazione definitiva si è trasformata in un'occasione mancata, riaccendendo i dubbi sulla sua reale tenuta atletica.
Il confronto scomodo con le leggende del passato
In patria, l'aura eroica che circondava "Capitan America" sta lasciando spazio a un crescente scetticismo. La stampa statunitense non usa giri di parole, e in particolare Espn ha puntato il dito contro il giocatore, definendolo un vero e proprio "mistero". La critica principale non riguarda solo il talento, che non è in discussione, ma la capacità di incidere come hanno fatto i grandi interpreti del calcio a stelle e strisce del passato, da Landon Donovan a Clint Dempsey. Secondo i media americani, Pulisic manca di quella costanza feroce e di quell'intensità che hanno reso i suoi predecessori delle vere bandiere per la nazionale. L'ironia, in questo senso, è tagliente: per gli osservatori d'oltreoceano, il Pulisic che ha brillato di più negli ultimi tempi non è quello sul campo da calcio, ma quello apparso negli infiniti spot commerciali al fianco di Leo Messi.
"Disconnesso dalla realtà": il caso dell'atteggiamento
Al di là dei numeri, a preoccupare maggiormente l'ambiente statunitense è l'approccio mentale di Pulisic. A far discutere è stata una dichiarazione in particolare, in cui il calciatore ha minimizzato l'importanza del Mondiale, definendolo "solo un altro grande torneo". Parole che, secondo Espn, rivelano una profonda disconnessione tra il giocatore e i tifosi, che al contrario vivono la Nazionale come una questione identitaria, un fatto di vita o di morte. Questo distacco emotivo, percepito come una mancanza di dedizione totale alla causa, ha incrinato l'immagine del capitano, trasformando l'attesa per il suo exploit in una delusione che oggi, a freddo, pesa più del risultato sportivo stesso.