Mondiali 2026, quando Scaloni quasi fece a pugni con Beckham: la pace firmata grazie a Messi

Alla vigilia di Inghilterra-Argentina ai Mondiali 2026, riemerge la clamorosa rissa del 2003 tra Lionel Scaloni e David Beckham. Dal "vaffa" all'abbraccio a Miami.

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Lionel Scaloni, ct dell’Argentina (ShutterStock)

"È solo una partita di calcio. Non cerchiamo nient'altro". Con queste parole, il CT dell'Argentina Lionel Scaloni ha provato a disinnescare la carica emotiva e le tensioni geopolitiche che inevitabilmente circondano la semifinale dei Mondiali 2026 contro l'Inghilterra. Eppure, a dispetto del suo attuale aplomb da freddo stratega della panchina, il passato da calciatore di Scaloni racconta una storia decisamente diversa. Le sue dichiarazioni pacifiche acquistano un sapore ironico se si riavvolge il nastro di vent'anni, fino al giorno in che terminò faccia a faccia, tra insulti e spintoni, con l'icona inglese per eccellenza: David Beckham.

La folle rissa del 2003 al Santiago Bernabéu

Bisogna tornare al 14 dicembre del 2003. Scaloni era il grintoso terzino destro del Deportivo La Coruña, il celebre "Súper Dépor" che lottava alla pari con i giganti della Liga. Sotto 2-1 contro il Real Madrid al Bernabéu a pochi minuti dalla fine, la tensione era alle stelle. Al minuto 82, Scaloni e Beckham andarono a contrasto su un pallone vagante; l'argentino vinse il duello con il corpo, ma l'inglese reagì con un duro intervento da dietro che spedì entrambi a terra. Ancora sdraiato sul prato, Scaloni rispose d'istinto con un calcio per farlo inciampare. In un secondo, i due si ritrovarono naso contro naso, scambiandosi insulti feroci prima che Roberto Carlos e Iván Helguera riuscissero a separarli a fatica.

Il rifiuto della mano e le frecciate a distanza

Quella che Scaloni ha definito "una delle più grandi arrabbiature della mia carriera" non si esaurì con il triplice fischio. Quando Beckham gli si avvicinò per stringergli la mano in segno di fair play, Scaloni lo rifiutò gelidamente davanti alle telecamere. "Mi ha teso la mano e non gliel'ho data perché lo ritenevo un falso", spiegò il difensore giorni dopo, accusando l'inglese di averlo guardato con aria di sfida sistemandosi i genitali. "Ho sentito chiaramente che mi diceva 'fuck you' e l'ho insultato a mia volta". Dal canto suo, Beckham rispose con il suo classico sarcasmo da star globale: "Ora so che c'è un altro argentino a cui non sto simpatico", con un chiaro riferimento all'espulsione rimediata ai Mondiali del 1998 dopo una provocazione di Diego Simeone.

Dal "vaffa" all'abbraccio a Miami nel segno di Messi

Con il passare degli anni e la maturità della panchina, Scaloni ha ampiamente ridimensionato quel vecchio scontro, ammettendo che a bruciare era stata soprattutto la frustrazione per la sconfitta sul campo: "Ero furioso perché avevano vinto loro 2-1. Finita la partita, 80.000 persone lo applaudivano e io dentro di me stavo letteralmente schiumando di rabbia", ha ricordato di recente con un sorriso.

Il destino ha poi voluto che le due leggende si riconciliassero vent'anni dopo, nel 2023, proprio grazie a Lionel Messi. Invitato a Miami per assistere alle prime partite della Pulce con l'Inter Miami, Scaloni ha riabbracciato Beckham, nel frattempo diventato elegante proprietario della franchigia statunitense. Davanti ai fotografi non ci sono stati spintoni, ma solo sorrisi, pacche sulle spalle e una ritrovata complicità tra due uomini ormai lontani dalle pulsazioni della gioventù. Una pace che oggi permette a Scaloni di chiedere, con piena cognizione di causa, che mercoledì ad Atlanta a parlare sia soltanto il campo.