Mondiali 2026, svelato il motivo dell'assenza del padre di Lamine Yamal: c'entrano problemi di salute
Mounir Nasraoui, padre della stella della Spagna Lamine Yamal, non è volato negli Stati Uniti per i Mondiali 2026. Dal suo entourage emergono delicati motivi di salute.

Lamine Yamal, stella della Spagna (Shutterstock)
Mentre la Spagna brilla sui campi dei Mondiali 2026, l'attenzione dei media e dei tifosi si è concentrata anche sulle tribune, notando un'assenza pesante nel box riservato ai familiari di Lamine Yamal. Se da un lato il giovanissimo talento dei Blancos e della nazionale può contare sul supporto costante della madre Sheila Ebana, del fratellino Keyne, degli amici più stretti e della fidanzata Inés García, dall'altro manca all'appello il suo primo e più caloroso sostenitore: il padre Mounir Nasraoui. Una mancanza che ha sollevato molti interrogativi, visto il legame viscerale che da sempre unisce i due.
I problemi di salute e la confessione a Mataró
A fare luce sulla vicenda è stata un'indiscrezione lanciata dal quotidiano El Español, che ha raccolto la testimonianza di un ristoratore di Mataró, quartiere di Barcellona dove risiede il padre del calciatore. Secondo quanto riferito da questa fonte vicina alla famiglia, dietro la mancata partenza per il Nord America ci sarebbero delicati motivi di salute. "Non so se potrò andare, visto che ho questo problema con l'epilessia...", avrebbe confidato Mounir agli amici del posto. Una situazione complessa che lo avrebbe costretto a rinunciare al viaggio della vita, tanto da spingerlo a una dolorosa confessione: "Cambierei tutto il denaro che ho pur di poter guarire".
I lunghi viaggi transoceanici: un rischio troppo alto
La natura della patologia ha spinto i medici e l'entourage a sconsigliare caldamente a Mounir Nasraoui i faticosi spostamenti richiesti da questa edizione della Coppa del Mondo. Oltre alla pesante trasvolata oceanica per raggiungere gli Stati Uniti, il calendario della Spagna in questa prima fase del torneo ha previsto trasferte logisticamente massacranti in giro per il continente, toccando città molto distanti tra loro come Atlanta, Dallas, Los Angeles e Guadalajara in Messico. Sottoporsi a così tante ore di volo e ai conseguenti sbalzi di fuso orario avrebbe rappresentato un rischio troppo elevato per la sua stabilità fisica. Il padre della stella spagnola è così rimasto a casa, dove continua a fare il tifo a distanza, protetto dall'affetto della sua comunità in Catalogna.