Mondiali 2026, vendetta politica: l'Iran esulta per l'umiliazione degli USA e attacca Trump

Clamoroso scontro politico ai Mondiali 2026: dopo il tracollo degli USA contro il Belgio, la Federcalcio iraniana festeggia e lancia un duro attacco a Donald Trump.

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Donald Trump, presidente degli Stati Uniti (ShutterStock)

I Mondiali 2026 continuano a far discutere più per le tensioni geopolitiche che per il calcio giocato. Dopo la pesante sconfitta per 4-1 subita dagli Stati Uniti contro il Belgio, che ha sancito l'eliminazione dei padroni di casa dagli ottavi di finale, l'Iran non ha perso tempo per scagliarsi contro l'amministrazione guidata da Donald Trump. Pochi minuti dopo il fischio finale, la Federcalcio iraniana ha rilasciato una nota ufficiale durissima, dichiarando che "tutto il mondo sta ballando" per festeggiare l'uscita degli americani. Un portavoce di Teheran ha poi rincarato la dose con una sentenza inequivocabile: "Adesso il mondo intero danza per celebrare l'umiliante sconfitta della politica da parte del calcio".

Il "caso visti" e i maltrattamenti subiti in America

La dura presa di posizione dell'Iran affonda le radici nelle profonde frizioni vissute durante la fase a gironi del torneo, dove la nazionale mediorientale è stata eliminata nonostante tre pareggi. L'Iran ha denunciato a più riprese un trattamento discriminatorio da parte delle autorità statunitensi. Alla squadra, infatti, è stato vietato di stabilire il proprio quartier generale in Arizona, costringendola a traslocare in Messico. Inoltre, i calciatori hanno ricevuto il permesso di entrare negli Stati Uniti solo il giorno prima delle partite, con l'obbligo di abbandonare il suolo americano poche ore dopo il termine dei match. A peggiorare la situazione è stato il rifiuto del visto d'ingresso per ben undici membri dello staff, tra cui il presidente della Federazione, Mehdi Taj.

La provocazione della Casa Bianca e la "danza" della discordia

Lo scontro verbale era diventato incandescente alla vigilia degli ottavi di finale a causa di alcune dichiarazioni provocatorie rilasciate a Washington da Markwayne Mullin, Segretario alla Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. Mullin aveva ammesso pubblicamente di aver fatto una "danza della felicità" e di aver persino cantato per festeggiare l'eliminazione dell'Iran dal torneo. "Sono felice che se ne siano andati e che non tornino più. Ero felicissimo quando abbiamo revocato i loro visti", aveva dichiarato il funzionario di Trump. La netta vittoria del Belgio sugli USA ha così servito su un piatto d'argento la replica degli iraniani, trasformando il campo di calcio nell'ennesimo teatro di una complessa battaglia diplomatica.