Mondiali 2026, Kane: "Mondiali 2030? Troppo presto. Messi a 39 anni dimostra che è possibile"
Harry Kane esprime tutta la sua delusione dopo la semifinale persa contro l'Argentina ai Mondiali 2026 e rimanda ogni decisione sul suo futuro in nazionale.

Harry Kane (ShutterStock)
La cocente sconfitta per 1-2 subita in rimonta contro l'Argentina nella semifinale dei Mondiali 2026 ad Atlanta ha lasciato l'Inghilterra in uno stato di profondo shock. In vantaggio grazie alla rete di Anthony Gordon al 55', la selezione guidata da Thomas Tuchel ha accarezzato l'idea di raggiungere la prima finale mondiale dal 1966. Tuttavia, le reti nel finale di Enzo Fernández e Lautaro Martínez hanno spento le speranze dei Tre Leoni a un passo dal traguardo. Per il capitano Harry Kane si tratta della seconda eliminazione in semifinale in otto anni: "Non c'è molto da dire, siamo tutti distrutti. Quando sei così vicino, a soli dieci minuti dal traguardo, ed evapora tutto così, è davvero devastante".
Il bivio del futuro: l'esempio di Messi per il 2030
A 32 anni, con la prospettiva di compierne 33 in estate, l'attaccante del Bayern Munich preferisce non sbilanciarsi sulla possibilità di guidare l'Inghilterra fino alla Coppa del Mondo del 2030:
"È troppo presto per parlarne. Per quanto mi riguarda, preferisco ragionare anno dopo anno, valutando come mi sento fisicamente e mentalmente. La nazionale è il mio orgoglio e la mia gioia, la cosa che amo fare di più. Quattro anni sono lunghi, ma come si vede con Leo [Messi], lui sta ancora giocando ai massimi livelli a 39 anni. Non voglio pormi limiti."
Nonostante l'eliminazione, Kane (fermo a 6 reti nel torneo al pari di Jude Bellingham) potrebbe ancora teoricamente sperare di vincere la Scarpa d'Oro nella finale di consolazione, sebbene Lionel Messi e Kylian Mbappé guidino la classifica con 8 gol a testa.
Tattica passiva e rimpianti: l'analisi di Tuchel e dei giocatori
La gestione degli ultimi trenta minuti della sfida ha sollevato forti dubbi sull'atteggiamento tattico dei britannici, apparsi improvvisamente troppo passivi dopo il vantaggio. Il difensore Dan Burn ha ammesso con amarezza come il timore di fallire abbia giocato un brutto scherzo alla squadra: "Ci siamo abbassati troppo, concedendo troppi cross e troppe occasioni. È nella natura umana farsi condizionare dalla tensione quando sei così vicino a fare qualcosa che non accadeva dal 1966". Anche il CT Thomas Tuchel ha espresso sorpresa per l'incapacità di gestire il vantaggio, evidenziando come l'Argentina abbia preso ogni rischio possibile inserendo forze fresche in attacco, mentre l'Inghilterra ha perso fisicità e duelli a centrocampo.
Una cicatrice difficile da rimarginare per l'Inghilterra
Per la nazionale inglese si tratta dell'ennesima grande delusione dell'ultimo decennio, che si aggiunge alle semifinali perse a Russia 2018 e alle finali europee sfumate nel 2021 e nel 2024. Jude Bellingham ha riassunto perfettamente il sentimento dello spogliatoio: "Più è bello il viaggio, più è straziante la fine. Volevo far parte del gruppo che avrebbe finalmente riportato la coppa a casa, ed è doloroso dover dire ai tifosi le stesse cose che sentono da anni". Ora l'Inghilterra dovrà raccogliere i pezzi in vista della finale per il terzo posto contro la Francia, in programma sabato, mentre la Football Association ha già confermato la fiducia a Tuchel, che guiderà la squadra verso Euro 2028.