Mondiali 2026, scoppia la protesta contro le pause idratazione: rivoluzione commerciale o tutela dei giocatori?
Tempesta sui Mondiali 2026: le pause per l'idratazione imposte dalla FIFA finiscono sotto accusa. Allenatori e tifosi protestano: "Sono solo una scusa per gli sponsor"

Cooling break (Shutterstock)
Le nuove linee guida della FIFA, che impongono soste forzate per l'idratazione in tutte le partite dei Mondiali 2026 a prescindere dalle reali condizioni meteo, hanno sollevato un polverone di polemiche nel mondo del calcio. Il primo a esporsi pubblicamente con parole durissime è stato Jürgen Klopp. L'iconico allenatore tedesco ha espresso senza giri di parole il malcontento di gran parte degli addetti ai lavori: "Queste cosiddette pause per il caldo ci sono state presentate come uno scudo per il benessere dei giocatori, una nobile spada contro il caldo. Ma in realtà? Non sono altro che una gabbia dorata costruita per gli sponsor". Le finestre di stop forzato, che durano tre minuti a partita, non stanno trovando alcun appoggio né da parte dei tecnici né da parte del pubblico pagante negli stadi.
Il caso di Città del Messico: pubblicità con 23 gradi
La conferma dei sospetti sollevati da Klopp è arrivata puntuale durante la partita inaugurale del torneo a Città del Messico. Il match è stato interrotto dall'arbitro dopo appena 24 minuti di gioco per consentire agli atleti di bere. Tuttavia, la temperatura nella capitale messicana era di soli 23°C, una giornata decisamente mite e ben lontana dalle temperature torride dell'estate locale. Durante i tre minuti di stop, l'emittente televisiva statunitense Fox Sports ha immediatamente staccato le immagini dal campo per trasmettere a raffica spot pubblicitari di marchi come Powerade (la bevanda sportiva ufficiale della FIFA), AT&T, Michelob Ultra, Lowe's e FanDuel. La ripresa del gioco è stata persino posticipata di qualche istante per consentire il completamento dei blocchi pubblicitari, scatenando la furente indignazione e i fischi degli spettatori presenti sugli spalti.
Pochettino si unisce al coro: soste inutili senza caldo estremo
Anche l'allenatore degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, ha voluto sollevare ufficialmente la questione subito dopo il debutto della nazionale americana. Il tecnico argentino ha appoggiato la protesta sottolineando come questo genere di interruzioni forzate risulti del tutto inutile e penalizzante per il ritmo di gioco quando le partite si disputano in condizioni climatiche non estreme. Il timore diffuso tra i puristi del calcio è che la FIFA stia utilizzando la scusa della salute dei calciatori per modificare la struttura stessa delle partite, sdoganando interruzioni fisse per monetizzare ogni singolo minuto di gioco.
Spaccatura tra i broadcaster: il modello NFL divide la TV
Il dibattito si è rapidamente spostato anche sulle scelte strategiche dei vari colossi televisivi internazionali che detengono i diritti dell'evento. Ogni sosta per l'idratazione garantisce infatti uno spazio pubblicitario commerciale di tre minuti esatti. Alcune storiche emittenti in lingua spagnola, come Telemundo, hanno preso una posizione etica netta, decidendo di non mandare in onda spot durante queste pause per non snaturare la fluidità e lo spirito tradizionale del calcio. Al contrario, altre reti televisive hanno già pianificato i propri palinsesti inserendo la pubblicità in ogni interruzione del match, importando a tutti gli effetti il modello commerciale tipico dei grandi sport americani come l'NBA e l'NFL.