"Non so dove sia sulla mappa": gaffe in diretta ai Mondiali. Giornalista USA si scusa con la Bosnia

La giornalista Abigail Velez si scusa dopo le frasi sulla Bosnia in diretta TV. Commento giudicato offensivo e inappropriato sui social

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Edin Dzeko - Shutterstock

Un commento in diretta televisiva durante i Mondiali ha scatenato un caso mediatico che ha rapidamente superato i confini sportivi. La protagonista è la giornalista americana Abigail Velez, finita al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni pronunciate in collegamento post-partita.

Le sue parole, pensate per introdurre la sfida tra Stati Uniti e Bosnia-Erzegovina, hanno però generato una forte reazione sui social network e tra i tifosi bosniaci, che hanno giudicato il tono e i contenuti fuori luogo per il contesto internazionale.

Mondiali, le frasi della giornalista su Bosnia ed Erzegovina che hanno fatto discutere

Durante il collegamento in diretta, Abigail Velez si è lasciata andare a dichiarazioni che hanno immediatamente acceso le polemiche: “Non saprei indicare la Bosnia su una mappa”, ha detto in tv. Poi ha aggiunto: “Non so la prima cosa sulla Bosnia e non voglio saperla”, prima di chiudere con un commento rivolto alla nazionale avversaria: “Preparatevi, Bosnia, perché non la volete questa sfida”.

Frasi che nel giro di poche ore sono diventate virali, scatenando accuse di superficialità e mancanza di sensibilità culturale. Molti utenti hanno sottolineato come il problema non fosse il tifo per la nazionale statunitense, ma il tono utilizzato nel riferirsi a un Paese impegnato nella competizione mondiale.

Le scuse di Abigail Velez: “Commento insensibile e inappropriato”

Dopo le forti critiche ricevute, la giornalista ha pubblicato un messaggio di scuse sui propri canali social per chiarire la propria posizione.

“Nel tentativo maldestro di sdrammatizzare un po’ la competizione dei Mondiali, ho esagerato e ho fatto un commento sconsiderato in diretta, insensibile e inappropriato”, ha scritto Velez.

Ha poi rivolto le sue scuse direttamente alla Bosnia-Erzegovina e alla nazionale: “Chiedo scusa al popolo della Bosnia e alla squadra di calcio bosniaca. La Coppa del Mondo dovrebbe essere un’occasione per unire le comunità di tutto il mondo e il mio commento non rifletteva quello spirito”, aggiungendo infine un augurio a tutte le squadre ancora in corsa nel torneo.