Caso Asencio: arriva l'assoluzione per il difensore del Real Madrid
Svolta giudiziaria per Raúl Asencio: il difensore del Real Madrid viene assolto dopo il perdono delle vittime. Condanne con pena sospesa per gli altri tre ex compagni.

Raúl Asencio, difensore del Real Madrid (Shutterstock)
Si è aperto a Las Palmas il processo che vedeva coinvolti quattro calciatori cresciuti nel vivaio del Real Madrid, tra i quali figura il difensore Raúl Asencio, unico dei quattro ancora presente nella rosa della prima squadra blanca. Durante la prima udienza di fronte alla giudice del Tribunale Penale numero 5, le due giovani coinvolte nella vicenda della diffusione non consensuale di video a contenuto sessuale risalente al 2023 hanno confermato ufficialmente il proprio perdono nei confronti di tutti gli imputati. La dichiarazione è avvenuta per videoconferenza, con le testimoni che hanno ribadito alla magistratura di aver agito di propria spontanea volontà, senza aver subito condizionamenti o pressioni.
L'estinzione dei reati per il centrale del Real Madrid
Il perdono formalizzato dalle vittime ha permesso al Ministero Pubblico di ritirare l'accusa di rivelazione di segreti che pendeva su tutti gli indagati. Per quanto riguarda la posizione specifica di Raúl Asencio, accusato unicamente per la fase di registrazione e non per la successiva diffusione del materiale, la decisione delle giovani ha determinato la completa estinzione della responsabilità penale. Questa risoluzione cancella definitivamente la richiesta iniziale della Procura, che aveva preventivato una pena di due anni e mezzo di reclusione per il centrale difensivo madrileno, il quale viene così prosciolto da ogni addebito.
Condanne con pena sospesa per gli altri tre coinvolti
Differente è rimasta invece la posizione giudiziaria degli altri tre ex compagni di settore giovanile (Ferrán Ruiz, Juan Rodríguez e Andrés García), per i quali il perdono non ha potuto azzerare i capi d'imputazione legati alla distribuzione di materiale pornografico con minori, data la minore età di una delle vittime all'epoca dei fatti. A seguito di un accordo di conformità raggiunto con la Procura - che in origine chiedeva oltre quattro anni di carcere -, i tre calciatori hanno accettato una condanna a un anno di reclusione ciascuno. L'esecuzione della pena è stata sospesa per la durata di due anni a condizione che non vengano commessi ulteriori reati e con l'obbligo di frequentare corsi di rieducazione e sensibilizzazione affettiva.