Caso Balogun-Trump: la Norvegia denuncia la FIFA al Comitato Etico

La federcalcio norvegese (NFF) presenterà una denuncia formale alla FIFA per l'ingerenza di Donald Trump nella revoca della squalifica di Folarin Balogun ai Mondiali.

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Donald Trump (ShutterStock)

Le strisce della polemica che hanno accompagnato i Mondiali 2026 non accennano a placarsi. La presidente della Federazione calcistica norvegese (NFF), Lise Klaveness, ha annunciato ufficialmente in un'intervista al Times l'intenzione di sporgere denuncia presso il Comitato Etico della FIFA. Oggetto della protesta è l'intervento diretto di Donald Trump, il quale aveva contattato personalmente il presidente della FIFA Gianni Infantino per richiedere l'annullamento della squalifica dell'attaccante statunitense Folarin Balogun. La Norvegia si rifiuta di far passare inosservato quello che ritiene un gravissimo precedente di ingerenza politica nella gestione della giustizia sportiva.

Le accuse a Infantino e il nodo delle regole "piegate"

Lise Klaveness, ex centrocampista e da tempo voce critica all'interno del panorama calcistico internazionale, ha rivolto accuse dirette ai vertici della FIFA, colpevoli a suo dire di voler insabbiare e "mettere sotto il tappeto" l'intera vicenda. Per la numero uno della NFF, accettare un simile condizionamento compromette la credibilità dello sport:

"Quando si piega una regola in questo modo, ci si incammina su una china pericolosa che mette a rischio l'intero sistema gioco."

L'obiettivo dichiarato della federazione norvegese è spingere Gianni Infantino ad ammettere pubblicamente che la decisione sia stata un errore grave. Questo nuovo esposto andrà ad affiancarsi alla denuncia già presentata lo scorso giugno dalla Norvegia in merito all'assegnazione del Premio FIFA per la Pace al presidente statunitense.

Il ruolo della Casa Bianca e la decisione di un singolo

La vicenda risale al Mondiale appena concluso, quando Folarin Balogun, sanzionato e inizialmente escluso per l'ottavo di finale contro il Belgio, ha potuto regolarmente scendere in campo dal primo minuto grazie all'intervento lampo della Casa Bianca presso i vertici della federazione internazionale. A rendere il quadro ancora più controverso è la rivelazione emersa di recente, secondo cui il provvedimento di revoca della sanzione non sarebbe stato frutto di una delibera collegiale, bensì di una scelta unilaterale presa da una singola persona: Mohammad al-Kamali, presidente del Comitato Disciplinare della FIFA. Un dettaglio che alimenta ulteriormente i dubbi sulla trasparenza delle decisioni prese ai massimi livelli del calcio mondiale.