Harry Kane si racconta: il Pallone d'Oro, i 73 gol e la rinascita al Bayern Monaco
Intervista esclusiva ad Harry Kane: i segreti dei suoi 73 gol, le ambizioni per il Pallone d'Oro a Londra e il rapporto con Messi e Mourinho.

Harry Kane, centravanti del Bayern Monaco e della nazionale inglese (Shutterstock)
In una lunga intervista concessa ai microfoni di MARCA direttamente dall'Allianz Arena di Múnich, Harry Kane ha ripercorso una stagione straordinaria dal punto di vista personale e collettivo. L'attaccante inglese ha messo a segno ben 73 reti in 65 gare ufficiali tra Bayern Monaco e nazionale inglese nella stagione 2025-26, siglando la seconda miglior prestazione realizzativa di tutti i tempi in un'unica annata alle spalle soltanto del record di Leo Messi. Alla domanda sulla candidatura al Pallone d'Oro, la cui cerimonia si terrà per la prima volta nella sua Londra, Kane ha mantenuto la solita umiltà, sottolineando come le cifre parlino da sole ma lasciando l'esito finale nelle mani dei giurati.
La preparazione fisica e il legame con Mourinho
A dispetto dell'avanzare dell'età, le prestazioni del centravanti inglese continuano a salire di livello. Tra i segreti di questa longevità ad altissimi livelli figura il lavoro svolto in stretta collaborazione con il preparatore fisico e medico personale Alejandro Elorriaga, con cui lavora da oltre sei anni. Durante il colloquio, Kane ha riservato parole di grande stima anche per José Mourinho, suo allenatore ai tempi del Tottenham, definendolo un tecnico capace di regalargli enorme libertà di movimento in campo e di comprendere ogni minimo dettaglio tattico e psicologico del gioco.
Il rispetto per Messi e l'equilibrio familiare
Oltre agli obiettivi sul campo, tra cui la conquista della UEFA Champions League con la maglia del Bayern e la caccia alla terza Scarpa d'Oro della carriera, l'attaccante ha ricordato con grande rispetto le sfide affrontate contro Lionel Messi. Ricordando l'eliminazione dal Mondiale per mano dell'Argentina, Kane ha sottolineato l'umiltà del fuoriclasse di Rosario, capace di mettere sempre il gruppo al primo posto. Infine, il centravanti ha ribadito quanto sia fondamentale la stabilità affettiva fuori dal terreno di gioco, attribuendo gran parte della sua serenità al supporto costante della moglie e dei quattro figli.