Nasce l'Italia di Andrea Pirlo: principi spagnoli, flessibilità e giovani per la rinascita azzurra
Andrea Pirlo si prepara a diventare il nuovo Ct dell'Italia. Tra concetti tattici moderni, difesa a tre e giovani talenti, ecco come cambierà la Nazionale.

Andrea Pirlo (ShutterStock)
Vent'anni dopo aver guidato la Nazionale al trionfo mondiale nel 2006 da regista titolare, Andrea Pirlo si appresta a diventare il nuovo Commissario Tecnico dell'Italia per raccogliere un'eredità complessa e ridare smalto a un movimento in crisi. Affiancato da figure del calibro di Paolo Maldini e Leonardo fuori dal campo, l'ex centrocampista punta a modernizzare radicalmente le idee di gioco azzurre. Come emerso fin dalla sua tesi a Coverciano e confermato dalle sue esperienze con Juventus, Fatih Karagümrük e Sampdoria, la filosofia di Pirlo unisce il controllo costante del pallone a una feroce riaggressione alta di matrice spagnola. Non un integralista dei moduli, il nuovo Ct promuove un calcio fluido guidato dal motto "senza fretta ma senza pause", basato sull'adattabilità tattica e sul dominio della partita.
L'importanza dei "calciatori universali" e la struttura difensiva
Un caposaldo dell'idea di gioco di Pirlo risiede nella ricerca di giocatori eclettici capaci di ricoprire più ruoli a seconda dei momenti del match. La sua Italia dovrebbe ripartire da una struttura difensiva a tre elementi per garantire copertura e ripartenze veloci, mettendo al centro del progetto la qualità di Alessandro Bastoni. Il centrale dell'Inter incarna perfettamente il profilo del difensore-regista capace di impostare dal basso e spingersi in avanti. Al suo fianco, in un reparto che vedrà Gianluigi Donnarumma tra i pali, potrebbero trovarsi Gianluca Mancini e Alessandro Buongiorno, mentre sulle corsie esterne Federico Dimarco a sinistra e il giovane Marco Palestra a destra (con Michael Kayode come opzione) offrono garanzie di spinta e rifinitura.
Il centrocampo da rifondare e le scommesse in attacco
A centrocampo la presenza di Nicolò Barella e Sandro Tonali assicura dinamismo e sostanza, ma la squadra necessita ancora di un geometra d'ordine: in attesa della maturazione di nuovi profili, il ruolo di regista potrebbe essere affidato a Manuel Locatelli. Le novità più stuzzicanti riguardano però il reparto offensivo, dove Pirlo punta su attaccanti mobili che sappiano attaccare la profondità. Il punto di riferimento centrale sarà Francesco Pio Esposito, pronto al grande salto da titolare, affiancato da profili creativi. In questo senso, una delle priorità sarà blindare il giovane talento Samuele Inácio del Borussia Dortmund, corteggiato dal Brasile ma desideroso di vestire l'azzurro.
Un serbatoio di giovani talenti per il rilancio azzurro
Il lavoro del nuovo corso si innesterà sul solco tracciato dalla breve parentesi di Silvio Baldini, che ha spalancato le porte della Nazionale a una numerosa pattuglia di giovani promesse. Tra i profili difensivi da sviluppare spiccano Honest Ahanor dell'Atalanta (finito persino nei radar del Real Madrid), oltre ai vari Bartesaghi, Chiarodia, Favasuli, Reggiani e Mane. A centrocampo scalpitano elementi in forte crescita come Ndour, Pisilli e Dagasso, mentre davanti si terranno d'occhio il rilancio di Francesco Camarda e la duttilità di Luca Koleosho. A Pirlo spetterà il compito non solo di far crescere tecnicamente questa nuova generazione, ma soprattutto di ricostruire l'orgoglio e il senso di appartenenza alla maglia azzurra.