Vergogna in Arabia Saudita: la dura condanna della Federazione per i cori su Diogo Jota
Bufera in Saudi Pro League per i cori contro Ruben Neves che evocano la tragica scomparsa dell'amico Diogo Jota. Insorgono Al-Hilal, la Federazione e Cristiano Ronaldo.

L’omaggio per Diogo Jota ad Anfield Road (Shutterstock)
Nel corso della sfida di campionato tra Al-Taawoun e Al-Hilal, vinta nettamente da questi ultimi per 6-0, si è consumato un episodio deprecabile che ha scosso il calcio arabo. Un gruppo di sostenitori di casa ha intonato cori offensivi indirizzati al centrocampista portoghese Ruben Neves, facendo spietato riferimento alla tragica e prematura scomparsa dell'ex compagno di squadra e amico fraterno Diogo Jota, deceduto nel luglio del 2025 all'età di 28 anni. Sul punto di calciare una punizione, il ventinovenne dell'Al-Hilal ha risposto alle provocazioni con amara ironia, rivolgendo un applauso e il pollice alto verso gli spalti per poi indicare il cielo. Nel post-partita il calciatore ha espresso profonda amarezza, auspicando che chi si è reso protagonista di tale gesto rifletta sul proprio comportamento.
L'indignazione di Cristiano Ronaldo e le mosse dell'Al-Hilal
L'accaduto ha sollevato un'ondata di indignazione istantanea nel panorama calcistico internazionale e arabo. Particolarmente dura è stata la presa di posizione di Cristiano Ronaldo, connazionale di Neves e capitano dell'Al-Nassr, il quale ha dichiarato fermamente che ai responsabili di simili cori dovrebbe essere vietato l'accesso agli stadi a vita. Parallelamente, la dirigenza dell'Al-Hilal ha espresso la massima solidarietà al proprio tesserato, condannando ogni forma di attacco personale che vada a toccare gli affetti intimi dei calciatori e confermando di aver formalmente depositato una denuncia presso gli organi competenti per tutelare i diritti della società e del giocatore.
La condanna ufficiale della Saudi Pro League
A fronte della gravità dell'episodio, la Federazione calcistica saudita e i vertici della Saudi Pro League hanno rilasciato una nota congiunta per stigmatizzare l'accaduto, definendo tali comportamenti "pratiche inaccettabili" in totale contrasto con i principi etici e i valori promossi dallo sport nel Paese. L'impegno espresso dalle istituzioni sportive locali è quello di adottare la massima fermezza contro i responsabili, ribadendo che la crescita e il prestigio del movimento calcistico arabo non possono in alcun modo tollerare episodi di tale inciviltà sulle tribune.