La Scozia torna ai Mondiali: il sogno di Steve Clarke tra entusiasmo e il "nodo" del gol
Dopo 28 anni di assenza, la Scozia torna ai Mondiali. La leggenda Colin Hendry analizza le sfide del Gruppo C e l'atavica difficoltà dei calciatori scozzesi nel trovare la rete.

Scott McTominay (Shutterstock)
Il Mondiale 2026 in Nord America si preannuncia come l'edizione dei grandi ritorni, e tra questi il più romantico è senza dubbio quello della Scozia. Dopo la drammatica vittoria nelle qualificazioni contro la Danimarca, la "Tartan Army" si appresta a sbarcare negli Stati Uniti, interrompendo un digiuno che durava dall'edizione di Francia '98. Il destino ha voluto che il sorteggio per il Gruppo C proponesse incroci suggestivi: tra 56 giorni, gli scozzesi ritroveranno infatti Brasile e Marocco, proprio le avversarie affrontate quasi trent'anni fa, insieme alla sorpresa Haiti.
L'allarme di Colin Hendry: manca il killer instinct
Nonostante l'entusiasmo travolgente, una leggenda del calcio scozzese come Colin Hendry ha lanciato un monito dalle colonne di DAZN News. L'ex difensore, protagonista proprio nel 1998, individua nella scarsa vena realizzativa il principale punto debole della squadra di Steve Clarke. "Abbiamo lo stesso problema di allora: non siamo mai stati prolifici", ha spiegato Hendry. Le speranze sono riposte nel recupero di Lawrence Shankland, reduce da un infortunio ma già a segno con gli Hearts, che dovrà caricarsi il peso dell'attacco sulle spalle, supportato dagli inserimenti di centrocampisti col vizio del gol come McTominay e McGinn.
Obiettivo ottavi: la chance del nuovo formato
Il traguardo per la Scozia è chiaro e ambizioso: superare per la prima volta nella storia la fase a gironi di un grande torneo internazionale. In questo senso, il nuovo format a 48 squadre rappresenta un'occasione d'oro. Con la possibilità per le migliori otto terze classificate di accedere ai sedicesimi di finale, le probabilità di successo aumentano drasticamente. Secondo Hendry, la chiave sarà il debutto contro Haiti: "È la partita sulla carta più semplice; se otteniamo subito tre punti, avremo ottime chance di passare il turno, nonostante le sfide proibitive contro colossi come il Brasile".
Una missione storica in Nord America
La Scozia di Steve Clarke non vuole essere una semplice comparsa. La solidità difensiva e lo spirito di gruppo hanno caratterizzato il percorso di qualificazione, ma sarà la capacità di finalizzare la manovra a determinare il successo della spedizione. Con una nazione intera pronta a invadere il Nord America con i propri kilt e cornamuse, la sfida è lanciata: trasformare le preoccupazioni di Hendry in una spinta per riscrivere la storia e cancellare quel record negativo che dura ormai da troppo tempo.