Marocco, non più outsider: la conferma dopo le ultime imprese
Il Marocco vola ai Mondiali 2026 per la terza volta consecutiva: scopri il percorso, la guida tecnica di Regragui e le ambizioni dei Leoni dell'Atlante.

Il Marocco sogna di stupire anche nell'edizione 2026 (Shutterstock)
Il Marocco si appresta a vivere il momento più alto della sua storia calcistica moderna. Dopo aver incantato il mondo in Qatar nel 2022, arrivando a un passo dal podio, i Leoni dell'Atlante hanno smesso di essere una semplice sorpresa per diventare una realtà consolidata del calcio internazionale. La qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA 2026 non è stata solo una formalità, ma la dimostrazione di un progetto maturo che punta con decisione a confermarsi tra le grandi potenze globali.
Un percorso di qualificazione dominante
Il cammino verso il 2026 è stato un monologo. Inserito nel Gruppo E delle qualificazioni CAF, il Marocco non ha lasciato spazio alle avversarie, vincendo tutte le gare disputate con autorità. Dalla doppia vittoria contro la Tanzania al netto 6-0 rifilato al Congo, fino al 5-0 decisivo contro il Niger, la squadra ha mostrato una fame agonistica impressionante. Con il pass ottenuto con largo anticipo, la nazionale ha dimostrato di aver acquisito quella solidità necessaria per non temere nessuno, confermandosi come la nazionale africana più in forma e pronta a riscrivere la storia in Nord America.
La nuova guida tecnica: Mohamed Ouahbi
A pochi mesi dall'inizio del torneo, la federazione ha operato un cambio importante in panchina: Mohamed Ouahbi ha sostituito il leggendario Walid Regragui. Il tecnico belga di origini marocchine, classe 1977, ha ereditato una squadra forte, consapevole dei propri mezzi e senza complessi di inferiorità. Se Regragui ha costruito l'identità vincente del gruppo, a Ouahbi spetta ora l'arduo compito di gestire le altissime aspettative dei tifosi e di traghettare questa generazione d'oro verso il palcoscenico del 2026, dove il Marocco affronterà un girone stimolante contro Brasile, Haiti e Scozia.
La probabile formazione
Il Marocco si prepara a scendere in campo con un 4-3-3 collaudato che mette in risalto il talento dei suoi interpreti migliori. Davanti all'inamovibile Yassine Bounou, la difesa sarà guidata dall'esperienza di Romain Saïss e dall'esplosività di Achraf Hakimi sulla fascia destra. Il centrocampo, motore della squadra, vedrà Sofyan Amrabat nel ruolo di frangiflutti, affiancato dalla fantasia di Azzedine Ounahi. In attacco, la qualità di Hakim Ziyech sarà fondamentale per innescare le punte, con Youssef En-Nesyri e Ayoub El Kaabi pronti a capitalizzare ogni occasione nel cuore dell'area avversaria.
Reali ambizioni al Mondiale
Quali sono le reali ambizioni dei Leoni dell'Atlante? Dopo il quarto posto in Qatar, la parola "outsider" non appartiene più al vocabolario marocchino. La consapevolezza maturata negli ultimi anni spinge il gruppo a puntare in alto: superare la fase a gironi è l'obiettivo minimo, ma la qualità della rosa permette di sognare in grande. La partecipazione per la prima volta a tre Mondiali consecutivi è il suggello di un'era d'oro. Il Marocco arriva in Canada, Messico e Stati Uniti non più per stupire, ma per scrivere un nuovo capitolo di una storia che vuole vedere il calcio africano stabilmente tra i protagonisti del panorama mondiale.