Aria di ammutinamento a Liverpool: l'attacco social di Salah ad Arne Slot spacca lo spogliatoio
Mohamed Salah attacca duramente la gestione di Arne Slot su Instagram e riceve il supporto dei compagni. Spogliatoio del Liverpool nel caos alla vigilia del match decisivo.

Mohamed Salah, giocatore del Liverpool (ShutterStock)
Non serve un investigatore per capire chi fosse il vero bersaglio del duro messaggio pubblicato da Mohamed Salah sui propri canali social. L'attaccante egiziano ha espresso senza filtri la sua frustrazione per la fallimentare stagione del Liverpool, lanciando un chiaro atto d'accusa: "Voglio che il Liverpool torni a essere la squadra d'attacco 'heavy metal' che gli avversari temono e che vince trofei", ha scritto Salah. "Questo è il calcio che so giocare e questa è l'identità che deve essere recuperata. Non è negoziabile, chiunque arrivi in questo club deve adattarsi. Vincere qualche partita qua e là non è ciò che rappresenta il Liverpool". Il messaggio è lampante: sotto la guida del tecnico Arne Slot, i Reds avrebbero perso la propria anima, trasformandosi in una squadra mediocre.
Spogliatoio spaccato: l'ombra dell'ammutinamento
La reazione dello spogliatoio non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco. Nel giro di poche ore, il post di Salah è stato approvato con un "like" da ben nove compagni di squadra, cinque dei quali reduci dalla pesante sconfitta per 4-2 contro l'Aston Villa. Sebbene qualcuno possa giustificare il gesto come un semplice incentivo a migliorare, la tempistica di questa spaccatura pubblica è disastrosa. Domenica, Salah ha rincarato la dose pubblicando una foto a tavola con Dominik Szoboszlai, Milos Kerkez e Florian Wirtz, interpretata da molti come un ulteriore messaggio in codice. Con il Liverpool chiamato a battere il Brentford nel prossimo weekend per blindare la qualificazione in Champions League, ad Anfield si respira una pericolosa aria di ammutinamento generalizzato.
Una rottura insanabile nata da lontano
Il rapporto tra l'egiziano e l'allenatore olandese è ai minimi termini ormai da mesi. Già a dicembre, dopo un pareggio per 3-3 contro il Leeds, Salah aveva dichiarato pubblicamente di essere stato "gettato sotto un autobus" e che qualcuno nel club voleva la sua partenza. La situazione è precipitata a fine marzo, quando il calciatore ha annunciato l'intenzione di strappare il suo contratto biennale a metà del percorso, criticando apertamente la cultura interna del club. Slot ha cercato di mantenere il controllo, dichiarandosi sicuro di rimanere sulla panchina del Liverpool anche nella prossima stagione e minimizzando i problemi, ma il fatto che la stella della squadra parli così liberamente – trovando l'appoggio di metà spogliatoio – dimostra una preoccupante perdita di autorità da parte del tecnico.
Il fattore Klopp e l'orgoglio della stella egiziana
Il calcio "heavy metal" invocato con tanta nostalgia da Salah è un chiaro riferimento alla gestione di Jurgen Klopp. Tuttavia, l'idillio con il tecnico tedesco non è sempre stato perfetto: memorabile fu lo scontro verbale a bordo campo contro il West Ham nel 2024, quando Salah rispose a tono a Klopp a favore di telecamere. Questo dimostra la feroce indipendenza e l'altissimo senso di autostima dell'egiziano, che non si fa problemi a creare tensioni anche nei giorni del suo imminente addio. Solo nel febbraio 2025, l'agente di Salah descriveva Slot come "eccellente nel suo lavoro", ma questo accadeva quando il Liverpool lottava per il titolo e il tecnico spingeva per il rinnovo del calciatore. Oggi lo scenario è capovolto: per vedere Salah ancora a Liverpool servirebbe un ribaltone societario che parta proprio dall'esonero di Slot.
Una società immobile in un angolo cieco
Il Liverpool si trova in un vicolo cieco pericoloso. Da un lato c'è una leggenda partente che crea caos mediatico, dall'altro un allenatore che cerca di far passare una sconfitta a Birmingham come un mezzo successo. In mezzo a questa tempesta spicca l'immobilismo dei dirigenti Michael Edwards e Richard Hughes, figure responsabili delle decisioni chiave ma anch'esse percepite come distanti e vicine alla scadenza dei propri mandati. Se la squadra dovesse fallire l'accesso alla prossima Champions League, l'ultima partita stagionale ad Anfield rischia di trasformarsi in uno dei momenti più surreali e tesi della storia recente del club.