DNA da campioni: le dinastie del calcio
Le generazioni di campioni in campo tra ieri e oggi

La passione per il calcio può nascere attraverso la pratica e l’”indottrinamento” delle persone più vicine, da un’azione da gioco entrata nel cuore, da un’esperienza collettiva di tifo.
E il successo di un calciatore? Certamente deriva dal suo costante impegno, dalla dedizione agli allenamenti e allo spirito di sacrificio ma in particolar modo da una componente viscerale e “magica” chiamata talento.
Ma può esserci anche un aspetto genetico? Non abbiamo una risposta – e forse non la avremo mai - ma la storia ci fornisce tantissimi spunti di eredità generazionale dell’arte pedatoria tra campioni di ieri e oggi. Eccoci con una carrellata ampia – ma ovviamente non esaustiva – delle tante dinastie del calcio.
Buon sangue, non mente!
Cesare, Paolo e Daniel: i tre Maldini
I Maldini hanno scritto la storia calcistica degli ultimi 65 anni. Nonno Cesare, difensore di spessore e primo capitano rossonero a sollevare al cielo la Coppa dei Campioni nel 1962, è stato anche c.t. dell'Italia per 18 mesi, portando gli Azzurri fino ai quarti di finale nel Mondiale francese del 1998. Con la maglia azzurra disputò 14 partite tra cui il Mondiale 1962.
Papà Paolo è stato uno dei difensori più forti nella storia del calcio globale. Con le 902 partite ufficiali rappresenta tuttora l’indiscussa bandiera del Milan, con il quale ha vinto ben 26 trofei. Con la maglia della Nazionale – vestita in 126 occasioni arricchite da 7 gol - non ha avuto la stessa fortuna con tre eliminazioni consecutive ai rigori ai Mondiali e la beffa della Corea del Sud nel 2002.
Ora tocca a Daniel, classe 2001, lanciato dal Milan in prima squadra a 19 anni e ora in forza alla Lazio, dopo aver giocato con Monza e Atalanta. Per il più giovane dei Maldini anche 6 presenze con l’Italia, con l’auspicio che potrà scrivere pagine ben più felici di quelle attuali.
Le altre tre generazioni in campo
Tre generazioni anche per gli Stankovic. Il più noto a noi italiani è ovviamente Dejan, quasi 370 presenze tra Lazio ed Inter con cui ha vinto anche il triplete dell'Inter. In questo caso l’eredità è doppia perché entrambi i genitori erano calciatori in Serbia, papà Borislav con l’OFK mentre la mamma Dragica con lo Sloga. La saga calcistica familiare si è estesa a tutti i tre figli di Dejan, cresciuti tutti nel vivaio interista: Stefan, Filip e Aleksandar.
Altra celebre dinastia è quella dei Kluivert. Il capostipite Kenneth giocò come attaccante in un paio di club in Suriname (militò anche in nazionale). Suo figlio Patrick è stato una stagione al Milan ma memorabili furono le sue esperienze all’Ajax – con cui vinse la Champions - e Barcellona (un titolo della Liga). Tutti i quattro nipoti hanno intrapreso la carriera calcistica: il più noto in Italia è Justin, con circa 50 presenze all’attivo con la Roma.
Voliamo anche in Islanda con la famiglia Gudjohnsen che per tre generazioni ha vestito la maglia della nazionale. Il nonno Arnor (in forza all’Anderlecht) diventò padre di Eidur – ex bomber del Chelsea - a soli 17 anni. Incredibilmente padre e figlio giocarono insieme anche un match con l’Islanda! Seguono poi i nipoti Andri, Daniel e Sveinn, anche loro attaccanti.
Anche i Weiss portano sugli annali del calcio la presenza di nonno, padre e figlio, tutti curiosamente con il nome Vladimir. Il capostipite è stato un difensore in alcune squadre del campionato slovacco, suo figlio ha seguito le sue orme diventando poi in età adulta anche c.t. della Slovacchia. L'ultimo della saga, ancora in attività, ha avuto una variegata carriera in diversi club europei tra Regno Unito, Spagna, Grecia, in Italia anche col Pescara.
Padri e figli in campo, tra ieri e oggi
Se restringiamo ai figli di arte, anche l’attuale panorama calcistico offre tantissimi spunti interessanti.
Papà Sergio Conceição, oggi tecnico dell’Al-Ittihad dopo il flop al Milan, è stato protagonista in Serie A negli anni d’oro con le maglie di Parma, Lazio e Inter. Il ventitreenne Francisco è stato sotto la guida del padre al Porto, oltre ad una stagione con i Lancieri dell’Ajax. Si sta distinguendo in Serie A con la maglia della Juventus e 6 gol all’attivo. Validi calciatori anche i suoi fratelli Sergio e Rodrigo che militano rispettivamente nel Limassol e nel Tondela.
Lilian Thuram è stato uno dei difensori più forti di fine secolo: con la Nazionale francese ha vinto il Mondiale e ha conquistato trofei su trofei con le maglie di Parma e Juventus. Proprio nel capoluogo emiliano sono nati i suoi figli Marcus e Khphren, titolari inamovibili di Inter e Juventus. Se Marcus si è guadagnato a suon di gol un posto nel cuore dei tifosi nerazzurri – già iconica la sua immagine con il trofeo del titolo appena vinto – il potente Khephren sta già lasciando il segno in bianconero. Entrambi sono andati a segno nel derby d’Italia dello scorso settembre.
Anche la famiglia Simeone ha delineato tracce profonde nel nostro campionato. Diego Pablo, il Cholo, oggi è il tecnico dell’Atletico Madrid dove può annoverare nella sua rosa il figlio Giuliano. In Italia è stato condottiero dell’Inter e negli anni d’oro della Lazio, ancor prima in forza al Pisa. Da dieci anni il figlio maggiore Giovanni – attualmente al Torino - lascia il segno nel ruolo di centravanti: per lui in bacheca i due recenti scudetti con il Napoli.
Federico Chiesa è volato Oltremanica sulla sponda Reds di Liverpool, dopo aver segnato 47 gol in Serie A tra Fiorentina e Juventus e aver vinto l’Europeo con gli Azzurri. Se il suo futuro nei club è ancora tutto da scrivere – si parla di un ritorno in Italia in estate - la luminosa scia lasciata da papà Enrico, considerato uno dei migliori attaccanti della sua generazione con 138 gol segnati in Serie A, sarà sempre l’esempio più valido.
Erling Haaland ha decisamente soppiantato la carriera del padre Alf-Inge, anch’egli arruolato in Premier League con risultati onesti. A 25 anni è considerato uno dei marcatori più produttivi nella storia del calcio. Ben 110 gol solo con la maglia del Manchester City dopo quattro stagioni, una Champions, un campionato e secondo al Pallone d’Oro 2023 senza considerare i numerosi premi personali.
L’esatto contrario è avvenuto nella famiglia Cruijff, dove Jordi non è riuscito a reggere il pesante confronto con il padre Johann, universalmente definito il “profeta del gol”.
Ormai sul finire della carriera, Kasper Schmeichel può dire di aver scritto pagine storiche della Premier League come il celebre genitore. Il portiere classe 1986 è stato infatti uno dei protagonisti del leggendario titolo del Leicester e ora milita nel Celtic, oltre a difendere i pali della nazionale danese. Il padre Peter è stato per diversi anni tra i portieri più forti del mondo a difesa dei Red Devils. Sir Alex Ferguson ci impiegò del tempo per trovare un degno erede.
E per chiudere, tornando tra i confini del nostro Paese, come non ricordare la famiglia Conti. Papà Bruno è indissolubilmente simbolo della Roma nonché Campione del Mondo nel 1982. I suoi figli Daniele e Andrea hanno seguito i passi crescendo nel vivaio giallorosso, prendendo poi strade diverse: Daniele è diventato una bandiera del Cagliari mentre Andrea ha militato nelle serie minori.