Iran ai Mondiali 2026: "Ci saremo, ma gli USA accolgano i nostri"
L'Iran conferma la partecipazione ai Mondiali 2026, ma chiede agli USA garanzie sui visti dei giocatori. Il caso Taremi accende la tensione diplomatica

Tifosi Iran - Shutterstock
L'Iran ai Mondiali 2026 ci sarà. La conferma arriva direttamente dai vertici della federazione calcistica iraniana, ma con una postilla che pesa quanto la dichiarazione stessa: la partecipazione del Team Melli è subordinata a una serie di garanzie che Teheran intende ottenere da Stati Uniti, Canada e Messico, paesi co-organizzatori del torneo. Visti, sicurezza, trattamento di giocatori e dirigenti: ogni dettaglio diventa materia di negoziato in un contesto geopolitico estremamente delicato. Il calcio, ancora una volta, si scopre terreno di confronto diplomatico, con il rischio concreto che il caso assuma dimensioni ben più grandi di un semplice torneo sportivo.
Le condizioni di Teheran e il nodo dei visti
A parlare è stato Mehdi Taj, presidente della Federazione calcistica della Repubblica Islamica dell'Iran, in dichiarazioni riportate dall'agenzia statale IRNA. Il messaggio è netto: tutti i giocatori e lo staff tecnico, in particolare coloro che hanno prestato servizio militare nel Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, devono poter ottenere i visti senza ostacoli. Una richiesta che assume un peso politico evidente, considerando che il servizio militare nelle Guardie della Rivoluzione è un elemento storicamente sensibile nei rapporti con gli Stati Uniti.
Il caso più delicato riguarda il capitano della Nazionale, Mehdi Taremi, ex attaccante dell'Inter, che ha effettivamente prestato il servizio militare obbligatorio nei ranghi dei Pasdaran. La sua presenza al torneo non è quindi scontata sul piano amministrativo. Taj ha tenuto a precisare che la Repubblica Islamica parteciperà all'evento "senza rinunciare alle proprie credenze, cultura e convinzioni": una frase che riassume la postura di Teheran, decisa a non cedere sul piano simbolico.
Cessate il fuoco fragile e calendario già scritto
Il quadro è reso più complesso dal contesto geopolitico. Tra Iran e Stati Uniti vige un fragile cessate il fuoco, dopo che Washington e Israele hanno innescato un conflitto con gli attacchi del 28 febbraio scorso. In questo scenario, ogni dettaglio organizzativo del Mondiale rischia di trasformarsi in incidente diplomatico.
Sul piano puramente sportivo, il sorteggio ha collocato il Team Melli nel Gruppo G insieme a Belgio, Nuova Zelanda ed Egitto. L'esordio è previsto a Inglewood, nei pressi di Los Angeles, contro la Nuova Zelanda. Una partita che, se tutto andrà come previsto, segnerà l'ingresso dell'Iran in un torneo iniziato ben prima del fischio d'inizio.