Biglietti ai Mondiali 2026: la FIFA finisce in tribunale e dilaga il caso dei posti invenduti

Caos biglietti ai Mondiali 2026: tre Stati USA fanno causa alla FIFA per rincari "illegali" e scarsità artificiale. Migliaia di seggiolini restano vuoti.

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Caos e biglietti invenduti per il Mondiale che sta per iniziare (Shutterstock)

A pochissimi giorni dal calcio d'inizio dei Mondiali 2026, la FIFA è sprofondata nel caos più totale a causa della gestione dei biglietti per le partite che si disputeranno negli Stati Uniti. Il massimo organismo calcistico mondiale si trova infatti a dover affrontare un'azione legale congiunta promossa da almeno tre Stati americani - New York, New Jersey e California - oltre a dover dare risposte urgenti al Congresso degli Stati Uniti. L'accusa mossa dai procuratori generali è quella di aver fatto lievitare i prezzi dei tagliandi in modo illegale, limitando artificialmente l'offerta e modificando le categorie dei posti sui mappatili degli stadi.

Prezzi alle stelle e stadi semivuoti negli Stati Uniti

Una clamorosa inchiesta giornalistica ha svelato che, a causa di questa politica commerciale aggressiva, diverse strutture statunitensi hanno venduto meno della metà dei posti disponibili. L'esempio più lampante è l'AT&T Stadium di Arlington, vicino a Dallas, un impianto da 80.000 posti che ospiterà ben nove incontri. Le autorità locali hanno confermato con sconcerto che oltre 350.000 biglietti sono tuttora invenduti e che la quota di seggiolini occupati si attesta tristemente tra il 35% e il 50%. Molti tifosi, a partire da quelli dell'Inghilterra, hanno deciso di boicottare l'evento frenati da costi improponibili: per la gara d'esordio dei Tre Leoni contro la Croazia il 17 giugno, il biglietto più economico costa ben 524 sterline, mentre per la "Categoria 1" si arriva a toccare l'astronomica cifra di 1.431 sterline. Perfino l'amichevole di preparazione dell'Inghilterra contro la Nuova Zelanda a Tampa rischia di giocarsi davanti a 50.000 seggiolini vuoti, dato che sono stati staccati appena 13.000 tagliandi su 69.000 posti disponibili.

L'accusa di "scarsità artificiale" e le indagini dei Procuratori

Le procure di New York e New Jersey hanno emesso formali mandati di comparizione (subpoena) nei confronti dei dirigenti FIFA. La procuratrice generale di New York, Letitia James, e la sua controparte del New Jersey, Jennifer Davenport, stanno indagando sulla cosiddetta "finta scarsità". Secondo le accuse, la FIFA avrebbe deliberatamente bloccato la vendita di interi settori dello stadio per far credere che i biglietti stessero esaurendosi, spingendo così i tifosi a comprare i tagliandi più costosi per paura di rimanere fuori. Sotto la lente d'ingrandimento è finito anche il MetLife Stadium (che ospiterà la finale del 19 luglio), dove i tifosi sostengono di essere stati ingannati sulla reale posizione dei seggioli acquistati. In California, il procuratore Rob Bonta sta invece verificando le violazioni di legge al SoFi Stadium di Inglewood: la FIFA avrebbe modificato le mappe dei colori durante le varie fasi di vendita, spostando arbitrariamente i posti in categorie di prezzo più elevate e giustificandosi poi definendo le mappe come "semplici guide orientative".

La rabbia dei tifosi e la dura critica di Pep Guardiola

Il Congresso statunitense ha inviato una lettera durissima al presidente della FIFA, Gianni Infantino, denunciando pratiche ingannevoli, mancanza di trasparenza e speculazioni selvagge sui prezzi (il cosiddetto Dynamic Pricing). La rabbia tra i sostenitori è palpabile e le associazioni di tifosi hanno accolto con favore le inchieste giudiziarie, definendo la FIFA "un'associazione di usurai" sorda alle esigenze della gente comune. Sul tema è intervenuto duramente anche Pep Guardiola, tecnico uscente del Manchester City, che ha espresso tutto il suo dissenso con parole nette: "Non capisco davvero come si possano stabilire prezzi così folli e alti per dei normali biglietti di tribuna". Di fronte a questo disastro commerciale, gli esperti del settore prevedono che la FIFA sarà costretta a svendere i biglietti rimasti nell'ultima settimana prima dell'inizio delle partite per evitare lo smacco di stadi desolatamente deserti.